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Osteoporosi

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L’osteoporosi è una malattia che causa l’assottigliamento e l’indebolimento delle ossa ed è comune nelle donne dopo la menopausa ma può anche insorgere negli uomini.

Al momento della menopausa, le ovaie cessano di produrre l’ormone femminile estrogeno, che contribuisce a preservare lo stato di salute delle ossa. In seguito alla menopausa si verifica perdita ossea, le ossa diventano più deboli e si rompono più facilmente.

L’osteoporosi può anche verificarsi in uomini e donne a causa dell’uso a lungo termine di steroidi che può influenzare la robustezza delle ossa.

Molti pazienti con l’osteoporosi non hanno sintomi, ma sono comunque a rischio di frattura ossea in quanto l’osteoporosi ha reso le loro ossa più fragili. La riduzione dei livelli degli ormoni sessuali circolanti, principalmente estrogeni convertiti da androgeni, gioca un ruolo anche nella perdita ossea più graduale osservata nell’uomo.

Indice

[modifica] Terapia

[modifica] Bifosfonati

[modifica] Modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni (SERM)

I modulatori selettivi del recettore estrogenico sono farmaci che si legano ai recettori estrogenici e producono effetti agonisti (estrogeno-simili) o antagonisti a seconda del tessuto-bersaglio.

Questi farmaci, svolgendo un azione simil-estrogenica sul tessuto osseo, hanno dimostrato sicura efficacia nel ridurre il rischio di fratture vertebrali.

[modifica] Ormone paratiroideo e analoghi

[modifica] Anticorpo monoclonale

Denosumab, è un anticorpo monoclonale. Un anticorpo monoclonale è un anticorpo (un tipo di proteina) sviluppato per riconoscere e legarsi a una struttura specifica (l’antigene) presente nell’organismo.

Denosumab è stato progettato per legarsi con elevata affinità e specificità a un antigene denominato RANKL, prevenendo l’attivazione del suo recettore RANK, implicato nell’attivazione degli osteoclasti che sono cellule dell’organismo deputate alla degradazione del tessuto osseo. Legandosi all’antigene e inibendone l’azione, denosumab riduce la formazione e l’attività degli osteoclasti. Ciò a sua volta limita la perdita di sostanza ossea, rendendo meno probabili gli episodi di fratture e altre gravi complicazioni a carico dell’apparato scheletrico.

[modifica] Vitamina D

[modifica] Calcitonina

[modifica] Stronzio Ranelato

[modifica] Terapia ormonale sostitutiva

[modifica] Estrogeni

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