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Azitromicina

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Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

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Indice

[modifica] SPECIALITÀ

[modifica] STRUTTURA

Azitromicina.jpg

[modifica] MECCANISMO D’AZIONE

Azitromicina è un antibiotico appartenente alla classe dei Macrolidi

I macrolidi sono agenti batteriostatici che inibiscono la sintesi proteica per legame alla subunita` 50S (inibiscono la traslocazione della catena polipeptidica dal sito A a quello P).

L'Azitromicina è il capostipite dei macrolidi di seconda generazione, a differenza dell'eritromicina, ha un emivita plasmatica molto lunga (40-50 h) che permette un'unica somministrazione giornaliera e un accorciamento della durata del trattamento, dal momento che l'attività antibatterica persiste fino a 2-3 giorni dopo la sospensione del trattamento, ed è anche piu stabile in ambiente acido tale da avere un maggiore assorbimento per via orale

[modifica] INDICAZIONI

Trattamento delle infezioni batteriche. Tali infezioni includono:

  • Infezioni delle alte vie respiratorie (incluse otiti medie, sinusiti, tonsilliti e faringiti)
  • Infezioni delle basse vie respiratorie (incluse bronchiti e polmoniti)
  • Infezioni odontostomatologiche
  • Infezioni della cute e dei tessuti molli
  • Uretriti non gonococciche (da Chlamydia trachomatis)
  • Ulcera molle (da Haemophilus ducreyi)
  • In associazione al ceftriaxone nel trattamento della gonorrea

[modifica] CONTROINDICAZIONI

Via orale: Ipersensibilità al principio attivo o ad un altro macrolidi.

[modifica] POSOLOGIA

Via orale:

  • Adulti e bambini > 45 kg: 500mg in unica somministrazione giornaliera 1 ora prima o 2 ore dopo i pasti per tre giorni consecutivi.
  • Bambini < 45 kg: 10mg/kg/die per tre giorni consecutivi
  • Gonorrea: Adulti, 1000 mg di Azitromicina in singola dose orale in aggiunta ad una singola dose intramuscolo di 250 mg di ceftriaxone. [1]

[modifica] AVVERTENZE

  • Reazioni allergiche (di ipersensibilità): sono state riportate raramente reazioni allergiche gravi, incluse angioedema e anafilassi. Queste condizioni possono mettere in pericolo la vita del paziente e richiedono assistenza medica urgente. I sintomi possono consistere in rossore cutaneo, orticaria, rigonfiamento di labbra, lingua o gola (angioedema). Queste reazioni possono ripresentarsi e richiedono un periodo più lungo di osservazione e trattamento.
  • Superinfezione: come con qualsiasi altro antibiotico, il trattamento con azitromicina può determinare un'altra infezione causata da microrganismi (batteri o funghi) che sono o sono diventati resistenti ad azitromicina.
  • Diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD): Tale condizione è stata riportata con l'uso di quasi tutti gli antibiotici, tra cui l’azitromicina; la sua gravità può variare da diarrea lieve a grave infiammazione dell’intestino crasso ed essere caratterizzata per esempio da dolori addominali, perdita di appetito, crampi, febbre.
  • Colite pseudomembranosa (infezione batterica dell’intestino crasso): questa condizione è stata osservata in pazienti in trattamento con antibiotici macrolidi. È caratterizzata da diarrea, febbre e dolore addominale. In presenza di tale condizione l'impiego di agenti antiperistaltici è controindicato.
  • Disturbi del ritmo cardiaco e della conduzione elettrica, come prolungamento innato o acquisito dell'intervallo QT (che causa irregolarità del battito cardiaco), bradicardia (riduzione della frequenza cardiaca), aritmia (battito irregolare) o malattia cardiaca grave: L’azitromicina non deve essere somministrata a pazienti affetti da bradicardia rilevante clinica, aritmia cardiaca o grave insufficienza cardiaca.
  • Disturbi elettrolitici, livelli particolarmente bassi di potassio o magnesio: L’azitromicina non deve essere somministrata a pazienti con disturbi elettrolitici
  • Infezioni causate da batteri noti come Streptococcus pyogenes: L’azitromicina non rappresenta la sostanza di prima scelta per il trattamento di faringiti e tonsilliti causate da Streptococcus pyogenes. In questo caso e per la profilassi della febbre reumatica acuta, la penicillina rappresenta il trattamento di prima scelta.
  • Grave compromissione della funzione renale: Si consiglia cautela in pazienti con grave insufficienza renale (GFR < 10 ml/min) poiché l’esposizione sistemica potrebbe aumentare.
  • Problemi epatici: possono essere necessari un monitoraggio della funzione epatica oppure l’interruzione del trattamento.
  • Disturbi neurologici o psichiatrici: L’azitromicina deve essere somministrata con cautela in pazienti affetti da disturbi neurologici o psichiatrici.
  • Miastenia gravis: è stato segnalato il peggioramento e la comparsa di miastenia grave (malattia muscolare che determina un progressivo indebolimento dei muscoli).
  • Ustioni infette: L’azitromicina è sconsigliata nel trattamento delle lesioni da ustioni infette.
  • Azitromicina per via orale: L'azitromicina per via orale non è adeguata per il trattamento di gravi infezioni che richiedono rapidamente una concentrazione elevata di antibiotico nel plasma.

[modifica] INTERAZIONI

  • Antiacidi: Gli antiacidi possono ridurre l’effetto dell'Azitromicina. L'azitromicina deve essere assunta almeno 1 ora prima o 2 ore dopo l'assunzione dell'antiacido.
  • Warfarin o altri anticoagulanti orali di tipo cumarinico: l’uso concomitante potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento.
  • Ergotamina, diidroergotamina (utilizzate per trattare l’emicrania): l'uso associato di ergot-derivati e azitromicina può in teoria causare ergotismosi (prurito agli arti, crampi muscolari e gangrena delle mani e dei piedi a causa di cattiva circolazione del sangue). L'uso concomitante non è raccomandato.
  • Ciclosporina (utilizzata per sopprimere il sistema immunitario per prevenire e trattare il rigetto di un organo trapiantato o del midollo osseo); se l’uso concomitante è necessario, è opportuno monitorare attentamente i livelli della ciclosporina e conseguentemente adattare la dose.
  • Digossina (utilizzata per trattare l’insufficienza cardiaca): i livelli di digossina potrebbero aumentare.
  • Alfentanil (utilizzato per l’anestesia): l’uso concomitante con azitromicina potrebbe aumentare l’effetto di questo medicinale.
  • Medicinali che prolungano l'intervallo QT: L’azitromicina non deve essere impiegata simultaneamente ad altre sostanze attive che prolungano l’intervallo QT quali, i medicinali usati per trattare le irregolarità del battito cardiaco (antiaritmici) della classe IA (bloccanti dei canali del sodio, ad esempio chinidina, disopiramide e procainamide) e di classe III (bloccanti dei canali del potassio, ad esempio amiodarone, dofetilide, sotalolo, ibutilide) e antipsicotici (per es. pimozide), antidepressivi (per es.citalopram), e alcuni altri antibiotici che appartengono al gruppo chiamato fluorochinoloni (per es. moxifloxacina e levofloxacina)- a causa del rischio di sviluppare un battito cardiaco irregolare che può essere pericoloso per la vita.

[modifica] GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Non sono disponibili dati adeguati sull’uso dell’azitromicina in gravidanza. Da studi di tossicologia riproduttiva sull’animale è emerso che l’azitromicina attraversa la placenta ma non si sono osservati effetti teratogenici. La sicurezza d’uso dell’azitromicina in gravidanza non è stata confermata; quindi, azitromicina deve essere usata in gravidanza solo se i benefici sono superiori ai rischi.

È stata riportata la secrezione di azitromicina nel latte materno, ma non ci sono studi clinici adeguati e ben controllati che hanno caratterizzato in donne che allattano la farmacocinetica di escrezione di azitromicina nel latte materno. Poiché molti farmaci sono escreti nel latte materno, l'azitromicina deve essere usata nelle donne durante l'allattamento e nella primissima infanzia solamente ove i benefici potenziali superino chiaramente i rischi e sotto il controllo del medico.

[modifica] EFFETTI COLLATERALI

Gli effetti indesiderati molto comuni (interessare fino a 1 persona su 10) sono : malessere (nausea), diarrea, feci molli, disturbi addominali (dolori e crampi) e flatulenza.

La tabella che segue elenca tutte le reazioni avverse. La classificazione delle frequanza è definita mediante la seguente convenzione: molto comune (≥1/10); Comune (≥ 1/100 to <1/10); non comune (≥1/1,000 to <1/100); rara (≥ 1/10,000 to <1/1,000); molto rara (< 1/10,000) , non nota (non può essere stimata in base ai dati disponibili). Entro ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati sono presentati in ordine decrescente di gravità. Le reazioni avverse mediante l’esperienza successiva alla commercializzazione sono riportate in corsivo.

Classe sistemica

organica

Reazione avversa

Frequenza

Infezioni ed infestazioni

Candidosi, candidosi orale, infezioni vaginali

Non comune

Colite pseudo membranosa

Non nota

Patologie del sistema emolinfopoietico

Leucopenia, neutropenia

Non comune

Trombocitopenia, anemia emolitica

Non nota

Disturbi del sistema immunitario

Angioedema, ipersensibilità

Non comune

Reazione anafilattica

Non nota

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Anoressia

Comune

Disturbi psichiatrici

Nervosismo

Non comune

Agitazione

Rara

Aggressività, ansia

Non nota


Patologie del sistema nervoso

Capogiri, cefalea, parestesia, disgeusia

Comune

Ipoestesia, sonnolenza, insonnia

Non comune

Sincope, convulsioni, iperattività psicomotoria, anosmia, ageusia, parosmia, miastenia gravis

Non nota

Patologie dell’occhio

Disturbi della vista

Comune

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Sordità

Comune

Disturbi dell’udito, tinnito

Non comune

Vertigini

Rara


Patologie cardiache

Palpitazioni

Non comune

Torsioni di punta, aritmia compresa tachicardia ventricolare

Non nota

Patologie vascolari

Ipotensione

Non nota


Patologie gastrointestinali

Diarrea, dolori addominali, nausea, flatulenza

Molto comune

Vomito, dispepsia

Comune

Gastrite, stipsi

Non comune

Pancreatite, scolorimento della lingua

Non nota


Patologie epatobiliari

Epatite

Non comune

Funzionalità epatica anormale

Rara

Insufficienza epatica

**, epatite fulminante, necrosi epatica, ittero colestatico

Non nota


Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Rash, prurito

Comune

Sindrome di Steven-Johnson, reazioni di fotosensibilità, orticaria

Non comune

Necrolisi epidermica tossica, eritema multiforme

Non nota

Patologie del sistema muscolo- scheletrico e del tessuto connettivo


Artralgia


Comune

Patologie renali urinarie

Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale

Non nota

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Dolore nel punto di iniezione *, infiammazione nel punto di iniezione *, stanchezza

Comune

Dolore al torace, edema, malessere, astenia

Non comune

Esami diagnostici

Diminuzione della conta leucocitaria,

Comune

aumento della conta degli eosinofili,

diminuzione del bicarbonato nel sangue

Aumento dell’aspartato aminotrasferasi,

aumento dell’alanina aminotrasferasi,

aumento della bilirubina nel sangue,

aumento dell’urea nel sangue,

aumento della creatinina nel sangue,

valore del potassio nel sangue anormale

Non comune

Elettrocardiogramma con QT prolungato


Non nota

* Solo per la polvere per soluzione per infusione

** Che raramente è risultata mortale

[modifica] LINK CORRELATI

[modifica] NOTE

  1. http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm6131a3.htm

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